nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 11 aprile 2022

Il Paese del però

Il Paese del però. Il segretario del Pd Enrico Letta si è preoccupato non poco leggendo un sondaggio di Ipsos sull’invasione di Mosca: solo sei italiani su dieci (57%) dicono apertamente di stare con l’Ucraina, un 5% parteggia per la Russia (sì al tiranno, pur di criticare la Nato) e un 38% di intervistati non prende posizione (Putin è un criminale, però Biden…). L’Ucraina è stata aggredita, però metà degli italiani (48%) preferirebbe evitare coinvolgimenti nel conflitto. Difficile guidare un partito (e una nazione) fra tante avversità e altrettanti avversativi. C’è sempre un però. Amiamo la libertà, però se non costa troppo (il condizionatore di Draghi era una metafora!). Possiamo tentare di fermare con le sanzioni una guerra spietata, però i no vax della geopolitica dicono di no. Si affaccia di nuovo lo spettro dell’inflazione, però è meglio se aumentiamo il debito pubblico. Siamo per le energie rinnovabili, però i pannelli fotovoltaici sono antiestetici, però le trivellazioni faranno sprofondare il mare Adriatico, però le pale eoliche deturpano il paesaggio, però il nucleare... Il però ci condanna alla capziosità, al tentennamento, all’inazione. Per colpa di un accento, scriveva Gianni Rodari, «un contadino a Rho/tentava invano di cogliere/le pere da un però». È il destino che ci attende.

Aldo Grasso, Corriere della Sera (10/4/2022)

Canzone del giorno: I Got What It Takes (1975) - Koko Taylor
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sabato 9 aprile 2022

Critica


Il censurare e il lodare sono operazioni sentimentali, che non hanno nulla a che vedere con la critica.

Jorge Louis Borges (1899 - 1986), Finzioni - Pierre Menard, autore del Chisciotte (1941)



Canzone del giorno: E pensare che c'era il pensiero (1994) - Giorgio Gaber
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mercoledì 6 aprile 2022

I morti al balzo

L’unica certezza sull'orribile strage di Bucha è che 410 I esseri umani sono morti. Quasi sicuramente per mano russa: sapremo tutto, forse, da un'inchiesta internazionale alla fine della guerra (e molto dipenderà da  chi l'avrà vinta). Ma francamente importa poco chili abbia uccisi, e dove, e quando: chiunque sia stato non sposta di un millimetro il giudizio sulla guerra, che è sempre sterminio e distruzione. Nemmeno se si scoprisse che la strage - come sostengono i russi e i complottisti è opera degli ucraini, odi qualche milizia più o meno nazi o mercenaria, si ribalterebbe il capitolo delle colpe. Che sono chiarissime: dal 24 febbraio sono di Putin, mentre fino a quel giorno se le dividevano equamente la Russia, la Nato (soprattutto gli Usa) e il governo ucraino. Ne vedremo tante, di scene come Bucha, o come il video di soldati ucraini che gambizzano soldati russi imprigionati e ammanettati, se non si arriverà presto a una vera trattativa con reciproche concessioni fra i veri protagonisti della guerra per procura: Russia e Nato (soprattutto Usa), con l'Ue in mezzo. Questi sono i tipici orrori di ogni guerra, nessuna esclusa: basta leggere i libri di Gino Strada, che ne ha visti tanti ( Una persona alla volta, postumo, è il saggio più venduto in Italia). Se durante le nostre guerre - contro Serbia,  Afghanistan, Iraq, Libia ecc. - ne abbiamo visti molti di meno, anche se moriva molta più gente, non è perché mancassero le fosse comuni e le strade lastricate di cadaveri. Ma solo perché non li volevamo e non li dovevamo vedere, quindi non ce li facevano vedere: gli aggressori eravamo noi "buoni"; i nostri inviati embedded sui carri armati Nato (mai su quelli "nemici") vedevano solo quello che voleva la Nato; e noi occidentali siamo molto più abili di libici, serbi, afghani e sunniti iracheni a orientare le telecamere e i social. Altrimenti chi promette di trascinare Putin al Tribunale dell'Aja come Milosevic vi avrebbe già processato i coniugi Clinton, Bush jr., Blair, Berlusconi, Aznar, Sarkozy, senza dimenticare Assad e tanti altri (e ora dovrebbe sincerarsi che i nostri crimini contro l'umanità siano caduti in prescrizione, onde evitare che finiscano sul banco degli imputati pure i giudici di Putin). Basta ipocrisie. La strage di Bucha non aggiunge né toglie nulla a ciò che già si sa della guerra: non solo quella in Ucraina, ma tutte (nel solo Yemen le bombe iraniane e quelle saudite, cioè nostre, han già fatto 370 mila morti e 23 milioni di affamati). Chi coglie al balzo lo sdegno su quelle scene di ordinaria guerra per allungarla mettendo in circolo ancora più armi lavora per altre dieci, cento, mille Bucha. E il modo peggiore per onorare quei morti è usarli per moltiplicarli.

Marco Travaglio, Il Fatto quotidiano (5/4/2022)

Canzone del giorno: This is War (2009) - 30 Seconds to Mars
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lunedì 4 aprile 2022

Bucha

Mosca smentisce, del resto nega pure di stare combattendo una guerra. Eppure le fotografie che arrivano dalle città ucraine distrutte, saccheggiate e poi abbandonate dai soldati russi parlano chiaro. Di fronte a corpi di civili inermi giustiziati per strada o nei ripari di fortuna - per esempio un tombino - qualcuno può ancora sostenere che Putin ha le sue buone ragioni per fare quello che ha fatto e che sta facendo? Ci sono fotografie che hanno cambiato il corso di una guerra, a volte la storia stessa. Nel giugno del 1972 in un paesino vietnamita vicino al confine con la Cambogia aerei dell'aviazione sudvietnamita armata dagli Usa sganciarono bombe incendiarie al napalm. Kim Phúc, una bambina di 9 anni che si riparava da tre giorni in un tempio, rimase colpita: il suo braccio sinistro prese immediatamente fuoco, il suo vestito si distrusse in pochi secondi. Scappò dal tempio e cominciò a correre - gridando «Scotta! scotta!» e un fotografo dell'Associated Press scattò una foto di lei nuda che fuggiva verso una improbabile salvezza (che in effetti miracolosamente trovò). In molti hanno sostenuto che quella foto contribuì ad accelerare la fine della guerra del Vietnam tanto fu l'emozione e lo sdegno nell'opinione pubblica americana e mondiale di fronte a tanto orrore. Tra la foto della piccola Kim e quelle che stanno arrivando in queste ore dall'Ucraina la differenza più importante è che la prima è stata sbattuta in faccia dalla stampa libera anche ai cittadini del paese considerato allora aggressore, gli Stati Uniti, mentre il popolo russo prigioniero della censura e della propaganda putiniana mai vedrà i massacri gratuiti commessi dai suoi soldati, mai potrà vergognarsi del proprio leader e quindi mai sentirà il bisogno di ribellarsi. Noi però quelle foto le possiamo vedere, l'Occidente certo non è un paradiso terrestre e avrà anche le sue colpe ma ha un'arma micidiale sconosciuta al nemico: la libertà dei suoi cittadini. E nessun uomo libero, di destra odi sinistra che sia, di fronte a queste immagini può girarsi dall'altra parte, fare finta di niente o collocarsi nella zona neutra del né con Putin né con gli ucraini. Fermare la ferocia russa è l'unica via per arrivare alla pace, quei corpi di civili a terra inutilmente crivellati ci dicono che gli ucraini mai potranno arrendersi, e noi con loro.

Alessandro Sallusti, Libero (4/4/2022)

Canzone del giorno: Raised by Wolves (2014) - U2
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sabato 2 aprile 2022

Rinnovabile

Lele Corvi, da google.it

Canzone del giorno: Negative Energy (1990) - Debbie Gibson
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venerdì 1 aprile 2022

Playlist Marzo 2022

  1. Francesco De Gregori, Generale – (De Gregori – 1978) – Insensata
  2. Procol Harum, War Is not Healthy  – (Missing Persons – Alive Forever – 2021) – Guerra
  3. Adema, Refusing Consciousness  – (Planets – 1980) – La comune coscienza
  4. Poco, How Will You Feel Tonight  – (Ghost Town – 1982) – L’odore della guerra
  5. Metallica, The Shortest Straw  – (…And Justice For All – 1988) – Logoramento
  6. Gino Paoli, Averti addosso  – (La luna e il Sig. Hyde – 1984) – Palco
  7. Vinicio Capossela, Lettera di soldati  – (Da solo – 2008) – Antigone
  8. Jethro Tull, Lap of  Luxury  – (Under Wraps – 1984) – Oligarchi russi
  9. Carol King, Music  – (Music – 1971) – Musica interiore
  10. Emerson, Lake & Palmer, Farawell to Arms  – (Black Moon – 1992) – Lobby militare
  11. Daniele Silvestri, Le navi  – (S.C.O.T.C.H. – 2005) – Le navi
  12. Rhett Miller, Total Disaster  – (The Messanger – 2018) – Campioni del fondo
  13. Korn, Predictable  – (Korn – 1994) – Prevedibile
  14. Steve Miller Band, Conversation  – (Wide River – 1993) – Conversare

giovedì 31 marzo 2022

Conversare

Conversazione significa essere capaci di dissentire e tuttavia continuare la discussione.

Dwight Macdonald (1906 - 1982)

Canzone del giorno: Conversation (1993) - Steve Miller Band
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