nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

domenica 12 agosto 2018

Competenza

Se seguiamo le indicazioni del vocabolario Treccani, la parola "competenza" è da inquadrare, principalmente, nel mondo del diritto e, quindi, fa riferimento a coloro che possiedono "idoneità e autorità di trattare, giudicare, risolvere determinate questioni".
In modo più approfondito, su il Sole 24 Ore, il vescovo Nunzio Galantino parla di competenza come fondamentale risultato che viene fuori da una miscela fra conoscenza e abilità individuali: "Dal verbo latino cum-petere (cercare insieme, mirare a un medesimo obiettivo, gareggiare), la competenza indica la capacità degli individui di combinare i diversi elementi delle conoscenze (notizie, fatti, teorie, principi) e delle abilità personali per il raggiungimento di un risultato.
Il competente è una persona che «se ne intende», nel senso dell’essere entrato in un argomento in maniera tale da poterlo capire e maneggiare in maniera consapevole e “competente”, appunto. Il competente è tale solo se nel processo di trasferimento e di utilizzo delle conoscenze tiene conto del contesto e agisce in maniera autonoma, quasi spontanea".
Galantino evidenzia l'importanza dello studio approfondito perché in moltissime occasioni per riuscire a farcela non soltanto occorrono delle "capacitá" individuali ma soprattutto l'ausilio della conoscenza e la forza della cultura. Studiare per saper gestire il mondo o, per dirla con le parole di S. De Bignicourt,  «lo studio è il padre della competenza».
Proprio per tale motivo: "La competenza non si improvvisa e non si può inventare. Il competente trasforma la conoscenza in cognizione, padronanza ed esercizio; e le abilità in perizia e capacità. Le abilità senza conoscenze difficilmente si trasformano in competenza. In tutti i campi".
Il riferimento più immediato è al mondo della politica, ma sono tantissimi gli altri campi (la sfera scolastica, il settore imprenditoriale e tantissimi altri campi professionali) che non possono fare a meno di un'adeguata competenza sposata a brillanti capacità: “A me piace però la definizione più ampia di competenza fornita da Guy Le Boterf: «Un insieme riconosciuto e provato, delle rappresentazioni, conoscenze, capacità e comportamenti mobilizzati e combinati in maniera pertinente in un contesto dato». Rappresentazioni, conoscenze, capacità e comportamenti possono essere riassunti col termine “risorse”. La persona competente, che usa le proprie risorse per gestire o affrontare in maniera efficace le situazioni, è una persona affidabile, stimata e riconosciuta fino a diventare essa stessa una risorsa indispensabile”.

Canzone del giorno: High Priestess (1971) - Uriah Heep
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venerdì 10 agosto 2018

Ferramenta

Chiara: Cosa fate nella vita?
Giovanni: Be', noi... lavoriamo nella meccanica di precisione, tecnologie avanzate al servizio di progettazioni particolari e specifiche. Non so... "harware"...
Giacomo: Hardware!
Giovanni: Hardware e quelle cose... cioè, creiamo dei supporti che poi serviranno per progettare grosse situazioni, non so, mecc... Proprio... Strumenti di precisione per una svolta magari futura anche della meccanica... eh, non so se mi spiego...
Aldo: Sì, insomma... Abbiamo un negozio di ferramenta... Cioè, non è che il negozio di ferramenta è nostro... noi ci lavoriamo come commessi, come galoppini, insomma, come... come... sì...

Dal film Tre uomini e una gamba (1997) - regia di Aldo, Giovanni & Giacomo e Massimo Venier

Canzone del giorno: Average Guy  (1982) - Lou Reed
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mercoledì 8 agosto 2018

Caporalato

«Se non si crepa nei campi, lo si fa per strada. E bisogna pagare anche 5 euro per farsi trasportare dai furgoncini della morte». Yvan Sagnet, il camerunense di 33 anni che nel 2011, a Nardò, si ribellò ai caporali, conosce bene le campagne di Puglia. E il lungo filo rosso che le unisce, dal Salento alla Capitanata. Il rosso non è solo quello delle angurie e dei pomodori che in estate si raccolgono nell’entroterra della regione più conosciuta per le spiagge del Salento e del Gargano che per la piaga del caporalato. Il rosso è anche quello del sangue.
Una lunga striscia che negli ultimi tre anni ha un punto di partenza e un punto di arrivo. Entrambi tragici. Il 13 luglio del 2015 è il giorno in cui, nelle campagne di Andria, muore la 49enne Paola Clemente, la bracciante agricola tarantina stroncata nei vigneti dove lavorava per 27 euro al giorno. Dopo la morte di Paola inizia l’iter della normativa anti caporalato, che diventa legge nel 2016. A due anni da allora, però, si continua a morire per il lavoro nei campi. «Perché anche i 16 morti sulle strade di Capitanata di questi giorni – ed eccolo il punto di arrivo della striscia – sono conseguenza di un sistema marcio che si fonda sull’illegalità e lo sfruttamento». (...)
... i braccianti continuano a vivere nei ghetti e nei casolari di campagna, con l’unica eccezione di Casa Sankara, una struttura che può ospitare fino a 250 braccianti, a San Severo. Per il resto, il Gran Ghetto di Rignano, non appena chiuso dopo un devastante incendio nel 2017 (nel quale morirono due migranti), è stato sostituito da un altro adiacente, con meno braccianti (dai precedenti 2 mila si è passati a mille) ma in continua crescita. E a sud di Foggia continua a prosperare il ghetto di Borgo Mezzanone, dove lungo una vecchia pista di atterraggio abitano altri 1.500 immigrati.
Dall’approvazione della legge anti caporalato, quindi, poco è cambiato, almeno nella prevenzione, nei trasporti e nell’accoglienza dei migranti. «Passi avanti sono stati fatti nella repressione del fenomeno – spiega Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil Puglia – ma senza un deciso intervento pubblico per i servizi di accoglienza e trasporto pubblico, continueremo a contare vittime mentre le economie criminali ingrasseranno i loro portafogli».

Michelangelo Borrillo, Corriere della Sera (7/8/2018)

Canzone del giorno: Right Next Door To Hell (1991) - Guns N'Roses
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lunedì 6 agosto 2018

Magliette

Il rito dello scambio della maglia a fine partita è difficile. Non perché Matteo Salvini non sia sportivo. Ma ve lo immaginate mentre si toglie la t-shirt «Ruspe in azione» per mettersi quella rossa di Saviano, simbolo dell’accoglienza? Pure il fair play ha dei limiti.
Dalle felpe con i nomi delle città alle cravatte verdi, era dai tempi della bandana di Berlusconi che non si studiava così il look di un politico. Ma nella cabina armadio di Matteo, un’occhiata particolare lo meritano le magliette.
Diceva Balzac che «il bruto si copre, l’arricchito si addobba e l’elegante si veste». Il ministro dell’Interno invece indossa le sue idee e le sue passioni, i suoi nemici e il suo Pantheon. Il meccanismo è quello dei tatuaggi: uno per ogni idolo e per ogni fase della vita. Salvini ha fatto di se stesso una bacheca elettorale permanente e le t-shirt sono i suoi manifesti.
L’ultima polemica è stata sulla maglietta «Offence best defence», l’offesa è la miglior difesa, che sta all’estrema destra come le babbucce a Briatore. La risposta è stata un tweet con la polo del Brigata San Marco. Nell’era dell’iper-comunicazione in tempo reale, la propaganda veste largo. L’abito non fa il monaco, ma la maglietta può fare il politico. E può fare la differenza.
L’accusa è facile: è la maniera più superficiale di lanciare slogan e di avvicinare la «gente». I completi di sartoria sono da casta, il giubbotto di Renzi démodé: meglio una pelle di stoffa che cambia ogni volta a seconda della platea. Strategia populista e banale finché si vuole, ma rodata ed efficace. Ci sono immagini di un Salvini poco più che adolescente che sfoggia sul petto la foto di Bossi e la scritta «Mai mulà», mantra di una Lega che fu. Ci furono «Padania is not Italy» e «Prima il Nord», modelli della collezione celtica primavera-estate. Funzionavano, anche economicamente. Alle feste del Carroccio si vendevano come salamelle, facevano gruppo e squadra. Una t-shirt contro Pisapia e il gazebo si riempiva. Dunque perché non continuare, seppur su sfumature sempre meno verdi?
L’elenco è stucchevole, se ne scovano di ogni genere, da quelle della serie «Io sto con...» (con Stacchio, con la Polizia) a quelle della serie «Stop...» (Fornero, Invasione, Euro, Renzi). Hanno seguito l’evoluzione di Matteo da autonomista a sovranista. Ma spesso nemmeno sono sue, semplicemente gliele mettono in mano durante comizi e serate. La differenza è che altri sorridono e le lasciano lì, Salvini le indossa e le fa proprie, così come fa proprie le battaglie per gli operai di Fincantieri o per l’autonomia del Veneto. La reazione della gente è automatica: lui è uno dei nostri. E a forza di essere dei nostri diventa uno di tutti. Superficiale ma ad ampio raggio.
Riviste tutte insieme, sembrano la bacheca di un adolescente confuso e Salvini ne esce come uno Zelig indeciso fra Putin e la sagra del prosecco. Lunedì cattolico tradizionalista, martedì basco, mercoledì uomo d’ordine, giovedì ultras, venerdì papà orgoglioso della maglietta disegnata dal figlio. Si può storcere il naso e pensare che all’istituzione convenga di più una camicia. Ma non si può negare che funzioni. La politica è una giungla, l’habitat perfetto del camaleonte.

Marco Zucchetti, Il Giornale (2/8/2018)

Canzone del giorno: Chameleon (1974) - Elton John
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domenica 5 agosto 2018

Re


"Siediti al sole. Abdica e sii Re di te stesso".

Fernando Pessoa (1888 - 1935) - da "Una sola moltitudine" - a cura di Antonio Tabucchi





Canzone del giorno: Il Re del mondo (1979) -  Franco Battiato
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giovedì 2 agosto 2018

Compressa

Massimo Bucchi, da google.it












Canzone del giorno: Afterglow (1994) - Fates Warning
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mercoledì 1 agosto 2018

Playlist Luglio 2018


1.      Cheers Elephant, My Bicycle Ride  – (Man Is Nature – 2011) – Rider
2.      I Ministri, Una Palude  – (Per un passato migliore – 2013) – Gli altri
3.      Olivia Newton-John ft. Melida Schneider, Courageous  – (A Celebration in Song  – 2008) – Audacia
4.      Chris Botti ft. Andrea Bocelli, Italia  – (Italia  – 2007) – Italiano
5.      Radiohead, All I Need  – (In Rainbows – 2007) – Provviste
6.      Annie Lennox, Ghosts of  The Machine  – (Songs of Mass Destruction – 2007) – Vitalizi
7.      Keith Jarret & Charlie Haden, Goodbye  – ( Last Dance  – 2014) – Franco Mandelli
8.      Pino Daniele, Pigro  – (Passi d’autore  – 2004) – Pigro
9.      Gabin ft. Dee Dee Bridgewater, In my Soul  – (Mr. Freedom  – 2004) – Otium
10.  Howard Jones, Is There A Difference?  – (Dream into Action  – 1985) – Abusi
11.  Ryan Adams & The Cardinals, Numbers  – (III/IV  – 2010) – Numeri percepiti
12.  Jason Isbell, Traveling Alone  – (Southeastern  – 2013) – Imprecisioni
13.  Lucio Dalla, Scusa  – (Ciao  – 1999) – Scusa