nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 13 novembre 2017

Sicily

L’economista Lucrezia Reichlin, sul Corriere della Sera di venerdì scorso, analizza il voto siciliano dal punto di vista delle strategie che dovrebbero urgentemente adottarsi per tentare di arrestare il progressivo impoverimento di una regione che, come avvenuto in tutto il Mezzogiorno, ha visto una problematica emigrazione (più del 50% giovani, di cui circa il 20% laureati): “Emigrano i residenti con una maggiore propensione al rischio, i più ambiziosi e i più qualificati. Molti di questi sono siciliani. In Sicilia questo si accompagna ad un drammatico calo degli occupati nell’industria. Dal 2000 al 2016 questi ultimi sono diminuiti del 21.5%, contro un dato italiano dell’11% e, nel periodo 2015-2016, del 3.8% contro il 0.3% nazionale.  Si vede, invece, un aumento dell’occupazione nei servizi a basso contenuto di specializzazione e quindi un calo di produttività del lavoro che, nel periodo 2000-2016, è stato del ben 9.6% (quasi il doppio del dato italiano, pertanto anch’esso allarmante)”.
È necessario investire sul capitale umano concentrando gli sforzi sulla qualità della formazione scolastica e sul tipo di competenze che è necessario acquisire per approcciarsi allo sviluppo contemporaneo e, sul lato della domanda “è cruciale la presenza sul territorio di settori ad alto valore aggiunto che possano beneficiare di personale qualificato e che abbiano interesse a fare della formazione aziendale un perno del loro sviluppo e competitività. Per questo preoccupano non solo i dati sull’abbandono scolastico, la percentuale di coloro che decidono di proseguire dalle secondarie all’università (in calo vertiginoso dal 2003 al 2013), l’emigrazione dei laureati — cioè l’offerta — , ma anche i dati della domanda, che vedono una regione concentrata sempre più su settori a basso valore aggiunto, bassa produttività e basse retribuzioni”. Lucrezia Reichlin evidenzia la necessità di lanciare un efficace progetto: "che agisca su tutti gli
elementi elencati, sia quelli che hanno effetto sulla domanda, che quelli che impattano l’offerta. La dote settennale dell’ultimo ciclo di fondi europei è di 17,6 miliardi di euro. Un’occasione da non perdere. Ma, attenzione. Occorre evitare la dispersione e concentrare i fondi in pochi progetti strategici. Ci vuole un ripensamento totale del come i fondi sono distribuiti ed amministrati. Non sono la prima a dirlo, ma facciamolo. Non sarebbe questo un modo per riportare un po’ di contenuto nella discussione politica post-elettorale?".

Canzone del giorno: Sicily  (2006) - Youth Group
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sabato 11 novembre 2017

Intelligenze

Alvy (Woody Allen): Ecco, voi voi, sembrate una coppia molto felice, e e, lo siete?

Coppia di passaggio: Si!

Alvy: E e e questo a cosa lo attribuite?

Ragazza della coppia: Oh io sono superficiale e vuota e non ho mai un'idea e... non ho niente di interessante da dire.

Ragazzo della coppia: Io sono esattamente lo stesso.

Alvy: Ah, ho capito avete unito le vostre intelligenze.. così da due almeno uno...

                                                        dal film:  "Io e Annie" di Woody Allen (1977) 

Canzone del giorno:
 
Stupido  (2010) - Marracash
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giovedì 9 novembre 2017

Voto disgiunto

...la performance del M5S. Cancelleri ha ottenuto il 34,7% dei voti mentre le sue liste si sono fermate al 26,7%. Uno scarto di otto punti non è una cosa da poco. Perché? La domanda investe direttamente la questione del voto disgiunto, consentito dalla legge elettorale siciliana (e negato - sia detto per inciso - dal Rosatellum bis). Una quota significativa di elettori ha scelto di votare il candidato del Movimento ma non la lista. La questione è rilevante perché incide sulla valutazione della sua reale consistenza. Quale è il vero valore del M5S in termini elettorali: il 34,7 % o il 26,7%?
La risposta è da cercare in due possibili spiegazioni. Una privilegia il passaggio di voti da sinistra al M5S. Apparentemente i dati sembrano confermare questa ipotesi. Micari, candidato del Pd, ha preso il 18,7% dei voti contro il 25,4% delle liste che lo appoggiavano. Praticamente lo stesso scarto relativo al M5S. Secondo questa ipotesi molti elettori avrebbero preferito votare Cancelleri pur non essendo simpatizzanti del Movimento. In questo caso la sua forza reale sarebbe il 26,7 e non il 34,7. Ma in Sicilia le cose non sono mai come sembrano essere. 
L’ altra ipotesi è più “sicula”. Chi ha votato Cancelleri e non la lista lo ha fatto perché conta sì l’espressione della rabbia e della protesta (da qui il voto al candidato), ma conta anche “la famiglia”, vale a dire l’appartenenza a quelle reti clientelari che sono il tessuto della politica siciliana (da qui il voto ad una lista diversa da quella di Cancelleri). In questo caso la vera forza del Movimento sarebbe il 34,7 e non il 26,7. Solo l’analisi dei flussi elettorali potrà dirci quale di queste due ipotesi è più fondata. La questione ha una sua rilevanza molto concreta. Se nel resto del Sud, che è diventata la sua vera roccaforte, il M5S dovesse superare il 30% riuscirebbe a conquistare molti seggi uninominali rendendo certa l’impossibilità di una maggioranza del Pd o del centro-destra.


                                                         Roberto D'Alimonte, Il Sole 24 Ore (8/11/2017)

Canzone del giorno: What's Changed  (2002) - Craig David
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martedì 7 novembre 2017

Imprevisti

Solo perché qualcosa non va come avevi previsto, non vuol dire che è inutile. 


                      Thomas Alva Edison (1847 - 1931) 



Canzone del giorno: Coming Back Again  (2013) - Kings of Leon
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sabato 4 novembre 2017

Elezioni siciliane

Sulle elezioni siciliane di domani si sta concentrando un’attenzione mai vista prima. Se ne occupano, non solo i media nazionali, ma anche giornali, siti e tv straniere, a dimostrazione che l’appuntamento del 5 novembre è considerato decisivo, non solo dai leader che battono le piazze delle maggiori città, e non soltanto per i destini dell’isola, ma dell’Italia e perfino dell’Europa. L’ipotesi, non del tutto fuori dalla realtà, che i 5 Stelle possano conquistare la Regione - ipotecando un’eventuale vittoria anche nel prossimo voto delle politiche e rompendo la rete di sicurezza che ha fin qui impedito ai principali Paesi europei di finire nelle mani dei populisti -, sta creando un’ansia simile a quella vissuta quest’anno alla vigilia delle consultazioni in Francia, Olanda, Germania e Austria, per non dire del pasticcio della Catalogna.   
Naturalmente non è affatto detto che succeda per davvero, e conviene prendere con le pinze i sondaggi che vedono testa a testa il candidato del centrodestra Musumeci, favorito fino a un mese fa con oltre 10 punti di vantaggio e ora in affanno, e quello M5S Cancelleri, che negli ultimi giorni lo ha agganciato.  
                                               Marcello Sorgi, La Stampa (4/11/2017)

Non si scaldano neanche le città dei candidati in questa strana campagna elettorale che mobilita i leader nazionali ma lascia indifferente la gente comune. (…) Comunione e Liberazione ha elaborato un documento pieno di dati drammatici, che hanno rischiato di rimanere sotto traccia in questa campagna tutta “nazionale”: il 23,5 per cento di giovani che lascia gli studi senza nemmeno terminare le superiori; il 39,9 per cento della popolazione siciliana a rischio povertà; una percentuale di giovani che nemmeno cercano un lavoro (Neet) oltre il 40 per cento.
                                            Angelo Picariello, Avvenire (4/11/2014)

Lei ha proposto di abolire lo Statuto siciliano. La Lombardia e il Veneto lo agognano….
«Indipendentismi, autonomismi e secessionismi sono privilegi dei popoli ricchi. Le risulta che la Sicilia sia ricca?».
Domenica lei che farà?
«Sarò coerente con la mia battaglia politica -culturale. In questi mesi ho fatto una campagna “lettorale”, non ho portato nelle città un candidato ma un libro. Non mi sono appoggiato alle sezioni ma alle librerie. E quello che ho cercato di dire a me e ai siciliani è la necessità di avere coscienza della situazione e di non ubriacarsi della peggiore delle illusioni: credere, cioè, che un cambiamento passi attraverso un nuovo parlamento, un nuovo presidente. Senza un trauma forte e definitivo la Sicilia non si risveglierà».
                      Pietrangelo Buttafuoco (Il Tempo, intervista di Antonio Rapisarda – 3/11/2017)
Canzone del giorno: In and Out  of the Shadows  (1975) - Dion
Clicca e ascolta: In and Out....

venerdì 3 novembre 2017

Plebiscito

Altan, da google.it





Canzone del giorno: You Win Again (1987) - Bee Gees
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mercoledì 1 novembre 2017

Playlist Ottobre 2017

1.      The Walker Brothers, Nite Flights – (Nite Flights  – 1978) –  Supereconomici
2.      Swallow The Sun, Falling World  – (New Moon – 2009) –  Massacro
3.      Gunses N’ Roses, Welcome To The Jungle  – (Appetite for Distruction – 1987) –  Indipendenti
4.      Jefferson Airplane, Good Shepherd  – (Volunteers – 1969) –  Buon pastore
5.      Stevie Wonder, Cash in Your Face – (Hotter than July  – 1980) – Jonathan Ive
6.      Fleetwood Mac, Dreams – (Rumours  – 1977) – Jonathan Ive
7.      Niccolò Fabi, Costruire – (Novo Mesto  – 2006) – Costruire
8.      Van Morrison, Trasformation – (Roll With the Punches  – 2017) – Roll With the Puches
9.      Afterhours, Il mio ruolo – (Quello che non c’è  – 2002) – Fedele
10.  Pink Floyd, The Final Cut – (The Final Cut  – 1983) – Nove decimi
11.  Alice, Il contatto – (Exite  – 1998) – Contatto
12.  London Grammar, Everyone Else – (Truth Is a Beautiful Thing  – 2017) – Autoproclamazione
13.  Ed Sheeran, This  – (+ – 2011) –  Tre cose