nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

mercoledì 13 novembre 2013

Castagne

"Ne ho una tascata piena, scottanti. Anche attraverso la stoffa della giacca mi bruciano il fianco, mi scaldano il costato. Metto una mano in tasca, ne prendo una, mi scotto, resisto, prendo a scartocciarla senza nemmeno stare a guardare, non voglio inciampare andando per la mia strada. E poi non c’è bisogno di vedere, le mie dita lo sanno a memoria quando è pronta e pulita, quando la buccia corrusca e rovente si è fatta tiepida, liscia, morbidità. Non devo nemmeno vedere le mani per sapere che le dita sono nere di fuliggine di carbonella, e non devo nemmeno farmi scrupolo di ficcarmi le dita in bocca, la fuliggine dà quel tocco amarognolo che ci dice. Questa è proprio cotta come si deve, e dolce più delle altre. Non ce n’è mai una uguale, non ci si annoia mai a mangiarne anche cento. A farsi venire una pancia così, che poi a fare la cacca ci si mette una settimana. Neanche avessi ancora quattro anni, e non ci fosse niente di più buono al mondo che ho messo in bocca di lì in poi, e di là ci fosse mia nonna con la padella di ghisa ereditata da sua nonna. Mia nonna che mesta e rimesta nella padella e canta: Son frutto gustoso ho il riccio spinoso. La buccia ho moretta son dolce e duretta. Se in acqua son cotta mi chiamo ballotta: se al fuoco son posta io son caldarrosta. Io vivo in montagna e mi chiamo... Oh, lo so come si chiama, nonna. Quel segaiolo di Proust la chiamava madeleine, qui tra di noi eredi della miseria è sempre la castagna".

                                          Maurizio Maggiani, Vivario, Il Fatto Quotidiano del 4/11/2013

Canzone del giorno: Autunno già (2012) - Alice
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domenica 10 novembre 2013

Post Scriptum Film

Sole a catinelle
REGIA: Gennaro Nunziante
INTERPRETI: Checco Zalone, Robert Dancs, Aurore Erguy, Miriam Dalmazio

SCENEGGIATURA: Checco Zalone, Gennaro Nunziante
DURATA: 90'
USCITA CINEMA: 

Per parlare di Sole a catinelle partiamo dalla trama. Non però dalla storia che ha come protagonista il maldestro Checco Zalone, ma dalla trama di un film d'animazione di quasi venti anni fa.
Titolo: In viaggio con Pippo. Anno: 1996. Sono stati tantissimi i genitori che allora acquistarono la (oggi) preistorica video-casetta del film e furono dai propri pargoli "costretti" (piacevolmente) a vedere più volte il cartone animato della Disney.
Trama: all'insegna dei comportamenti strampalati del grande Pippo si racconta una storia fatta di equivoci e litigi generazionali tra padre e figlio. Più o meno la stessa trama di Sole a catinelle, che racconta, sotto forma di commedia, il viaggio on the road che un padre maldestro si ritrova a fare per premiare il figlio promosso con tutti dieci in pagella. Ulteriore analogia: l'espressività e la mimica di Checco richiamano spesso la bizzarria del migliore amico di Topolino. 
Fraintendimenti, eventi strani e situazioni comiche rendono il film, grazie anche alla regia di Gennaro Nunziante, leggero, gradevole e non eccessivamente banale. Anche questa volta il botteghino sbanca e Luca Medici con l’ennesima storia demenzial-popolare riesce a far divertire tutti quanti (dalle Alpi al Lilibeo, come si diceva una volta).
La sceneggiatura è preparata con una certa attenzione e alcuni temi quotidiani (dalla crisi industriale sino ai traffici per ripulire i capitali sporchi), riescono a fare capolino fra una risata e l’altra, rendendo il film sicuramente più dignitoso dei vari cine-panettoni che, oltre alla loro intrinseca mediocrità, non richiamano più il grande pubblico.
Fra mamme vegane, tasse da pagare, prestiti non pagati, amicizie radical-chic e vacanze da sogno, il venditore di aspirapolveri (in crisi nera) è in grado di far trascorre una serata nel nome del buonumore.

Canzone del giorno: Music of The Sun (2005) - Rihanna
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sabato 9 novembre 2013

Perchè no?



C'è chi vede le cose come sono e dice: "Perché?". 
Io invece sogno cose mai viste e dico: "Perché no?".


George Bernard Shaw, Torniamo a Matusalemme, 1920


Canzone del giorno: Perché no (1978) - Lucio Battisti
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giovedì 7 novembre 2013

Fantasia

Le tesi di coloro che, nel nostro Paese, contestano il sistema organizzativo basato sull'Euro, continuano a generare proseliti. Sono tanti gli economisti e gli intellettuali che ritengono vantaggioso programmare un ritorno alla moneta nazionale.
Le nuove argomentazioni degli euro-scettici sono variegate e anche se, spesso, sembrano assumere dei toni contraddittori, vale la pena tenerne conto, non bollandole come retrograde a priori.
Pochi giorni fa, ad esempio, il quotidiano economico Italia Oggi, ha ospitato un'intervista a Giuseppe Guarino, ottantenne giurista napoletano che, vent'anni fa circa, è stato per due volte ministro (una volta delle Finanze e l'altra dell'Industria e Partecipazioni Statali). Secondo Guarino, l'Euro è nato da un imbroglio poiché sono state violate delle corrette procedure costituzionali. Il regolamento che ha modificato nel 1999 il Trattato di Maastricht, secondo il giurista, è stato approvato in maniera arbitraria evitando il doveroso vaglio dei parlamenti nazionali.
Nella parte finale dell'intervista Guarino risponde alle domande del giornalista e presenta il suo rimedio per un’uscita (quasi) indolore dell’Italia dall’euro. Almeno secondo  lui!


Da Italia Oggi del 25 Ottobre 2103 - intervista di Goffredo Pistelli:
D. Sì, però tutti dicono che, nelle attuali condizioni dei mercati mondiali, lo Stato che ritornasse alla propria moneta, ne uscirebbe con le ossa rotte.
R. È vero. L’operazione potrebbe riuscire solo se si raggiungessero dimensioni che consentano di reagire a pressioni esterne nocive e a produrre influssi a sé favorevoli.
D. E come?
R. Più Stati, nell’uscire dall’euro, potrebbero mettersi insieme per creare una nuova
moneta comune, affidandone la gestione ad un governo politico egualmente comune.
D. Sarebbe sufficiente?
R. Se tre Paesi mediterranei si unissero con l’Italia, la nuova entità si collocherebbe al quarto posto nella classifica mondiale del Pil e al decimo posto per popolazione. Se si aggiungesse la Francia, la nuova entità sarebbe per Pil la seconda nel mondo, superata solo dagli Usa e sesta per popolazione. Risultati allettanti!
D. E il debito?
R. Negli Usa, nell’800, gli Stati confederati si federarono a causa dell’eccessivo debito, che su di loro gravava. La Federazione, appena creata, divenne uno degli Stati più ricchi e forti nel mondo.
D. Progetto suggestivo, professore, ma da dove si comincia?
R. Il mio compito si limita all’analisi dei fattori e dei loro effetti: i passi ulteriori spettano ai cittadini europei, alle collettività che compongono la zona euro e l’Unione, ai Governi.
D. Sarà realizzabile?
R. La fantasia al potere! Non è stato questo lo slogan di molte generazioni? Che la fantasia cominci ad esercitarsi.

Canzone del giorno: Fantasy (1977) - Earth, Wind & Fire
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lunedì 4 novembre 2013

Sollecitazioni

Su Repubblica di ieri, Liana Milella intervista il Ministro della Giustizia.

Anna Maria Cancelleri si difende dalle accuse che piovono da più parti per i suoi contatti con la famiglia Ligresti e per il suo comportamento nelle vicenda penitenziaria di Giulia Ligresti: «Non ho nulla di cui vergognarmi e per cui dimettermi. La mia coscienza è assolutamente limpida e trasparente. (…) Sulla notizia giornalistica, che doveva finire com’era nata, si sono innestati interessi politici che l’hanno strumentalizzata, con l’obiettivo di colpire il governo di larghe intese. Ci sono persone che hanno motivi di rancore nei miei confronti, perché ho sciolto comuni per mafia e fatto pulizia negli enti corrotti. Continuano a dire che sono intervenuta sui magistrati, ma non è vero, basta sentire Caselli. Non c’è serenità nel valutare i fatti, s’infanga una persona senza pensarci».
Sullo stesso giornale Massimo Giannini parla, però, di “zona grigia che rende inquietante la vicenda Cancelleri-Ligesti e che svela la natura compromissoria e forse compromessa del potere”. Il vice-direttore di Repubblica si concentra sul termine «pentimento» utilizzato dal ministro: “Non è un «pentimento» che si chiede al ministro, ma semmai un «chiarimento » sulla natura dei rapporti che la legano alla famiglia di don Salvatore. Fino ad obbligarla a telefonare al fratello del «padrino» per garantirgli il suo interessamento, come testimoniano le intercettazioni agli atti dell’inchiesta di Torino.  Perché la Cancellieri si è sentita in dovere di farlo? Questo chiarimento non è arrivato. Il movente che ha spinto il ministro a sollecitare la scarcerazione di Giulia Ligresti non sembra il «volto umano della giustizia», ma semmai la faccia complice dell’amicizia. Se il Guardasigilli non è libero nei confronti di chi gli chiede un passo improprio, non può restare al suo posto”.
Dall’altra parte della “staccionata”, Maurizio Belpietro su Libero, nel dedicare il suo editoriale alla vicenda, muove analoghe e più forti critiche all’atteggiamento del ministro: “il ministro si sta nascondendo dietro a un dito. Nessuno vuole sapere quanti detenuti si siano rivolti al ministero per segnalare le loro condizioni di prigionieri. E nessuno crediamo sia interessato a conoscere in quali occasioni gli uffici di largo Arenula si siano attivati per far presente ai direttori delle carceri i disagi dei detenuti. Ciò che si intende approfondire è se ci siano altri casi di interventi diretti sul Guardasigilli e di convocazioni dei direttori del Dap. Cioè: la Cancellieri ha l’abitudine di lasciare il suo numero di cellulare nelle portinerie dei penitenziari affinché i detenuti che ne hanno bisogno la chiamino senza indugio? Il suo telefonino viene fornito insieme con la dotazione della cella a chiunque ne faccia richiesta appena messo piede nel reclusorio?Confessiamo che, nonostante la sua aria da brava nonna preoccupata della salute dei propri nipoti, facciamo fatica a immaginare il ministro della Giustizia come una specie di telefono azzurro dei galeotti,anzi di telefono a sbarre. Dunque le giustificazioni addotte e quelle che presumiamo verranno rappresentate nei prossimi giorni, appaiono come tentativi di insabbiare la faccenda Ligresti più che degli sforzi per chiarire quanto è successo”.


Canzone del giorno: Last Request (2006) - Paolo Nutini
Clicca e ascolta: Last....

domenica 3 novembre 2013

Lou Reed

”Il passato continua a bussare alla mia porta
e non lo voglio più sentire.
Per piacere nessuna consolazione
se mi sento giù devo riuscire a sollevare la testa
ma mi fa infuriare e quando m’infurio divento triste
e poi inizio a gelare
In qualche angolo della mente
avevo paura che potesse essere vero
in qualche angolo della mente
avevo paura che parlassero di te
La parata di Halloween
alla parata di Halloween
ci vediamo l’anno prossimo”
.


Lou Reed, Halloween Parade (New York, 1989)


Canzone del giorno: Halloween Parade (1989) - Lou Reed
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venerdì 1 novembre 2013

Playlist Ottobre 2013

1.      Arcade Fire, Ready To Start – (The Suburbs - 2010) – Primo passo
2.      Fiorella Mannoia (feat. Frankie HI-NRG), Non è un film – (Sud - 2012) – Lampedusa
3.      Jimmy Cliff, Hard Road To Travel – (Hard Road To Travel - 1968) – Viaggiare
4.      Starsailor, Silence Is Easy – (Silence Is Easy - 2003) – Asilo
5.      Dire Straits, Solid Rock – (Making Movies - 1980) – Stabili
6.      Franz Ferdinand, Bullett – (Aright Thoughts, Right Words, Right Action - 2013) – Right…
7.      Lady Gaga, Love Mail – (The Fame - 2008) – Supposte
8.      Supertramp, The Logical Song – (Breakfast in America - 1979) – Turbolenze
9.      Tracy Chapman, Why? – (Tracy Chapman - 1988) – Guerreggiare
10.  Skunk Anansie, You’re Too Expensive For Me – (Wonderlustre - 2010) – Dispendiosa
11.  Kem, You Might Win – (Album II - 2005) – Qualificazione
12.  Jesse Winchester, All Of Your Stories – (Third Down, 110 to Go - 1972) – Mosaico
13.  Zucchero, Per colpa di chi – (Spirito divino - 1995) – Galli
14.  Guster, I Spy – (Lost And Gone Forever - 1999) – Spionaggio
15.  Nnenna Freelon, Cell Phone Blues – (Homefree - 2010) – Intercettazioni