nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

lunedì 13 dicembre 2021

Pane quotidiano

Alcune delle più cruente rivolte di piazza sono scoppiate, nei secoli, per il rincaro del costo del pane.  Leggendaria è la frase sulle brioche messa sulle labbra di Maria Antonietta, mentre il tumulto che infiammò Milano a metà novembre del 1628 si traduce in vivissima materia letteraria per Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi, precedendo numerosi altri connubi fra farina e sangue, dalla strage palermitana del ‘44 ai fatti tunisini che dieci anni fa portarono all’insurrezione contro Ben Ali. A incuriosire e l’origine antichissima di questo detonatore socio-politico: a Roma esistevano appositi magistrati per garantire il rifornimento continuo di grano - a prezzo controllato - Per non lasciare mai la plebe senza quel panem che Cicerone riteneva ingrediente basilare per il controllo politico, assieme ai giochi dell’arena. Allora il fabbisogno dell’Urbs veniva coperto in primo luogo dall’Egitto, immenso serbatoio da cui far affluire milioni di tonnellate di grano a bordo delle cosiddette navi frumentariae. Sono passati duemila anni, ed oggi assistiamo a un’impennata dei costi del pane dettata - in un complesso di motivi - anche dalla crisi dei raccolti in Ucraina. Già, perché mutano i contesti ma non muta la radice dei fenomeni, e può anche accadere che il grano di Alessandria si tramuti in quello di Kiev. Dettagli marginali, che fanno da corollario all’essenza inalterata del problema: se si innalzano i costi a consumo di pane, energia e carburanti, il rischio di un’esplosione di rabbia diffusa diventa altissimo. Dopo essere sopravvissuti al virus, toccherà sopravvivere alle barricate? Lo scopriremo nel capitolo seguente. Se ci arriviamo. 

Stefano Massini, Robinson (6/11/2021)

Canzone del giorno: Daily Bread (2001) - Nerina Pallot
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venerdì 10 dicembre 2021

Lina

Coraggiosa, irriverente, piena di gioia di vivere. Una carriera costruita sulla grande professionalità, ma anche la capacità di far quadrare i conti, conoscere ogni aspetto tecnico. Con la voglia di rompere le regole. Ha vissuto novantatré anni con quel suo temperamento unico. Lina Wertmüller se ne è andata nella sua casa dietro piazza del Popolo, quella in cui ha vissuto gli anni felici con il grande amore della sua vita, il marito Enrico Job, scomparso nel 2008, e dove amava ricevere gli amici, adagiata sul divano in vestaglia rossa e piedi nudi, gli iconici occhiali bianchi, la sigaretta e quel sorriso indomabile da Gianburrasca. Nei primi incontri partiva con le schermaglie, le punzecchiature, per saggiare l'autoironia di chi aveva di fronte, ma se gli piacevi ti accoglieva nel suo mondo senza paura. Fatto di ricordi che d'un tratto si perdevano, di canzoni intonate con allegria, di sentenze senz'appello e di giudizi sempre morbidi e amorosi verso i suoi artisti: Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Sophia Loren, anche quelli con cui i ricordi erano più lontani, come Rita Pavone, "la nostra amicizia dura tutt'ora", diceva fiera. Ma non aveva parole critiche per nessuno, nemmeno per chi, come Nanni Moretti, l'aveva ferita con giudizi sprezzanti. Nella storia del cinema a Lina tocca la casella di prima donna di sempre a essere nominata all'Oscar per la regia, nel 1976 per Pasqualino Settebellezze (1975). La sua formidabile carriera, nella rivista, al cinema, in televisione, nella musica, è stata molto di più, eppure quel riconoscimento dell'Academy la rendeva felice e orgogliosa. Quando le chiedevi "quante volte è stata presentata come 'la prima regista candidata all'Oscar?', lei rideva: ventimila". Ma ogni volta era contenta. Perché sentiva, anche, che all'estero il suo talento lo avevano riconosciuto in modo più forte e clamoroso che in patria. Giancarlo Giannini ricordava come ogni volta, per i loro film, fosse premiato lui "quando invece, ripeteva, il genio è lei, io un semplice esecutore. Senza di lei non sarei niente".

Arianna Finos, la Repubblica (9/12/2021)

Canzone del giorno: Imagination (1988) - Harry Connick Jr.
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mercoledì 8 dicembre 2021

Camminare

Camminare insieme, per esempio, è un dialogo. Come ogni dialogo muto, come ogni dialogo puramente fisico, ti mette di fronte a una verità anche quando non vuoi. Se ci fai caso, il tuo modo di camminare insieme a qualcuno dice tutto sulla relazione che hai con l’altro. C’è chi è troppo nevrotico e tende a stare sempre qualche metro davanti a te, anche se tu gli corri dietro. Chi si stanca e si ferma e si trascina e, tenendoti sottobraccio, ti frena. Chi si appoggia, magari senza accorgersene. Chi ti strattona sempre in qua e in là perché non sa andare dritto. E c’è chi ha il tuo stesso passo.

Caterina Bonvicini, Tutte le donne di (2006)

Canzone del giorno: Walk of Life (1985) - Dire Straits
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domenica 5 dicembre 2021

Post Scriptum Film

 

E' stata la mano di Dio

REGIA: Paolo Sorrentino
INTERPRETI: Filippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Ciro Capano, Enzo Decaro
SCENEGGIATURA: Paolo Sorrentino
FOTOGRAFIA: Daria D'Antonio
DURATA: 130'
USCITA: 24/11

Paolo Sorrentino è l’unico regista italiano capace di esportare la propria visione senza scendere a compromessi con la propria storia personale ed artistica. Un regista che ha una profonda coscienza delle proprie origini e che nutre un genuino sentimento del tempo. È stata la mano di Dio è l’ennesimo capolavoro cinematografico.  
Primissimi piani che violano i dogmi e campi totali di struggente verità. Napoli e i suoi mille colori. 
Lo squallore e il sentimento. La bellezza del sacro e la sensualità del profano. 
La vita vera, che si dipana tra commedia e dramma, nella lucida e spietata autoanalisi di un maestro del cinema mondiale che dimostra di non essere solo genio sconfinato ma anche cuore senza filtri e limiti. 

Marco

Canzone del giorno: Napule è (1977) - Pino Daniele
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sabato 4 dicembre 2021

Prevedere


Piuttosto che prevedere il futuro, che è esercizio difficile, è più facile prevedere il passato: ci si indovina sempre.

Pino Caruso (1934 - 2019)  - Ho dei pensieri che non condivido (2009)


Canzone del giorno: One Stage Before (1976) - Al Stewart
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giovedì 2 dicembre 2021

Aiuti

Massimo Bucchi, da google.it













Canzone del giorno: Garden Party (1983) - Marillon
Clicca e ascolta: Garden....

mercoledì 1 dicembre 2021

Playlist Novembre 2021

 

  1. Aerosmith, Light Inside – (Just Push Play – 2001) – Emissione
  2. Bob Dylan, Forever Young – (Planet Waves – 1974) – Generazioni
  3. Paolo Conte, Velocità silenziosa – (Psiche – 2008) – Buche
  4. Elisabeth Withers, No Regrets – (No Regrets – 2010) – Rimpianti
  5. Radiohead, Creep – (Pablo Honey  – 1992) – Freaks Out
  6. Joe Barbieri, Castello di sabbia – (Maison Maravilha – 2009) – Rivoluzione
  7. Paul McCartney, Despite Repeated Warnings – (Egypt Station – 2018) – Cop26
  8. Mumford & Sons, Thistle And Weeds – (Sigh No More – 2009) – Erbacce
  9. Curtis Salgado, Damage Control – (Damage Control – 2021) – Emissioni
  10. Achille Lauro ft. Fiorella Mannoia, C’est la vie – (1969 – 2019) – Palcoscenico
  11. Ten Years After, Gonna Run – (Watt – 1970) – Gonna Run
  12. Giorgia, E’ la verità – (Girasole – 1999) – Il mercato delle verità
  13. Albert Collins, Ice Pick – (Ice Pickin’ – 1978) – Corretto