Belle o brutte. Fedeli o infedeli. Bambole gonfiabili o bambole e basta. Con i pantaloni o con le gonne. In lungo o col tubino. E poiché al peggio in politica non c’è mai fine, eccoci arrivati alle donne-senza-gonne. È l’ultima frontiera del «patriarcato mediterraneo», il modello culturale messo nero su bianco dall’ex generale che vorrebbe riportarci tutte all’alba del secolo scorso. I «maschi forti», che sanno «proteggere le donne». L’aborto che «non è un diritto». La famiglia composta solo e sempre da un uomo e una donna e via retrocedendo, fino all’abolizione del femminicidio. Onorevole Roberto Vannacci dietro i numeri delle centinaia di donne uccise negli ultimissimi anni ci sono storie, vite spezzate, figli orfani e c’è la storia di un Paese, il nostro, che non riesce a uscire da una tragica emergenza di stupri, abusi, omicidi. Forse, se le rileggesse alla luce delle cronache, le sue battutone da caserma non farebbero ridere nemmeno lei. Le accuse di volgarità, sessismo, machismo e misoginia da cui è stato sommerso l’hanno convinta a spiegare la sua idea di «leggerezza». Ma se il ministro Tajani, travolto dalle critiche, per l’imbarazzante scivolone sulla lunghezza delle gonne, un nostalgico del Ventennio come lei «tira dritto» e marcia indietro non la fa. E dunque avanti, un colpo al «ce l’ho duro» di bossiana memoria e un altro alle «bambole gonfiabili sul palco», per attaccare Salvini. Ecco, Vannacci, se proprio ama le donne «a prescindere dagli indumenti che indossano» smetta di farne strumento di propaganda politica. Smettetela tutti, cari leader di destra, sinistra e centro, perché in un Paese civile la campagna elettorale non si fa sui corpi delle donne, si fa (anche) per le donne e con le donne: abbiamo la prima premier e la prima segretaria di opposizione che vantano record di longevità mai raggiunti dagli uomini, ma abbiamo anche il 33,6% di elette in Parlamento, record negativo che rischia di peggiorare con la nuova legge. E intanto, mentre i «maschi forti» giocano sui centimetri delle sottane, gli asili scarseggiano, il tasso di occupazione femminile resta tra i più bassi d’Europa, la parità salariale è un miraggio. Temi cruciali per il progresso della società e dei quali gli uomini che puntano al governo dovrebbero occuparsi, oltre a spartirsi il massimo dei seggi in Parlamento.
Monica Guerzoni, Corriere della Sera (23/9/2026)
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