Partimmo per luoghi sconosciuti all'uomo,
dove le navi vanno a morire
Nessuna vetta elevata, nessuna fortezza
poteva eguagliare l'occhio del nostro capitano
Al settimo giorno di mal di mare trovammo l'approdo
Una sabbia così bianca, un'acqua così azzurra,
un luogo che non sembrava affatto di questo mondo.
Scaricammo il cannone, bruciammo l’albero maestro
e raggiungemmo la spiaggia a remi
Il capitano urlava, noi marinai piangevamo:
le nostre erano lacrime di gioia
Ora molte lune e molte estati sono trascorse
da quando siamo approdati
Un lupo di mare, il suo diario di bordo:
ti sia testimone la mia mano.
Procol Harum, A Salty Dog (1969)
