nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

giovedì 27 novembre 2025

Rosmarino

Finora non sono mai riuscita a far crescere una pianta di rosmarino. Si tratta di  un'erba  molto  utile,  la  si  può  aggiungere  al  pollo  arrosto  o  se  ne  può cogliere e lavare un po' e usarla per migliorare una salsa per carni non ben riuscita. In tutti i casi, i piatti acquistano un ottimo sapore. Per non parlare poi con le patate: che siano bollite, passate in padella o fritte, l'abbinamento è perfetto. Il problema è che il rosmarino, per quanto in buono stato possa essere quando  lo  si  acquista,  muore  in  brevissimo  tempo  se  non  gli  si  dà  acqua ogni giorno e non lo si posiziona in un luogo ben esposto al sole. Anche se si secca, le foglie possono essere usate in cucina, ma non presenta più quel colore verde vivo. La prima pianta è morta perché il cane ci ha fatto la pipì sopra. La seconda, quando sono partita per un lungo viaggio. La terza, una  volta  che  sono  dovuta  stare  a  letto  perché  mi  ero  ammalata.  La  quarta  è stata  sradicata  dalla  tartaruga.  E  infine,  adesso  che  da  un  anno  coltivo  la quinta, sono sbocciati tanti bei fiori viola. L'anno scorso, quando avevo appena iniziato a curare questa pianta di rosmarino, ero partita per la Sicilia dopo aver insistito con il mio ragazzo perché la bagnasse sempre. La Sicilia, a inizio primavera, era un paradiso di fiori. Anice, gelsomini, cactus e fiori di mandorlo sbocciavano ovunque, e la  città  intera  si  riempiva  del  loro  dolce  profumo.  Anche  nei  giardini  più piccoli,  ai  bordi  delle  scalinate,  intorno  alle  rovine,  crescevano  tantissimi fiori sconosciuti dai mille colori. Proprio vicino all'albergo in cui stavo, c'erano dei cespugli molto folti che  emanavano  un  forte  profumo.  Vi  erano  attaccati  dei  fiori  di  un  blu intenso, così tanti che sembravano sul punto di cadere. Ebbi l'impressione di conoscere quel profumo, e infatti con sorpresa notai che quelli che parevano veri  e  propri  alberi  erano  in  realtà  piante  di  rosmarino.  Enormi  foglie  si ammassavano  sui  rami  dall'aspetto  solido,  e  i  fiori  stavano  attaccati  con prepotenza,  emanando  un  profumo  quasi  insopportabile.  Sono  rimasta esterrefatta,  non  capivo  se  mi  trovavo  di  fronte  a  un  vero  rosmarino, cresciuto  spontaneamente.  In  confronto  a  questo,  quell'affare  minuscolo (anche se in realtà era abbastanza grande) che stavo crescendo dentro a un vaso  era  una  specie  di  giocattolo.  Pensando  a  tutta  la  cura  che  mettevo nell'allevare quell'alberello, mi sentii una stupida. Però, però. Potrà sembrare strano, ma adesso, ogni volta che guardo la pianta di rosmarino nella mia veranda che, rispetto a quelle sotto i cieli del Sud,  profuma  e  fiorisce  con  discrezione,  mi  ritorna  alla  mente  quel rosmarino  poderoso  in  Sicilia.  Il  profumo,  il  colore  del  cielo  limpido  e azzurro e perfino la sensazione del vento fresco. E tutto molto piacevole, e significa  che  la  pianta  di  rosmarino  che  ho  davanti  agli  occhi  è  legata  a qualcosa  di  incredibilmente  grande;  per  questo,  adesso  mi  sembra bellissima. 

Banana Yoshimoto, Un viaggio chiamato vita (Ed. Feltrinelli – 2010)

Canzone del giorno: The Secret Life of The Plants (1979) - Stevie Wonder
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