nuovigiorni

"L’orrore di quel momento”, continuò il Re, “non lo dimenticherò mai, mai!”. “Si, invece”, disse la Regina, “se non ne avrete una traccia scritta".

Lewis Carroll, Attraverso lo specchio (1871)

martedì 1 aprile 2025

Playlist Marzo 2025

      1.      Samantha Fish, All Ice No Whiskey – (Faster – 2021) – Intromissione

2.      Black Sabbath, Megalomania – (Sabotage – 1975) – Trump Gaza

3.      Joe Bonamassa, Blu And Evil – (Black Rock – 2010) – Il superbo

4.      Edoardo Bennato, La fata – (Burattino senza fili – 1977) – La fata

5.      Annie Lennox, Bitter Pill – (Bare – 2003) – Dazi

6.      Elis Regina e Antonio Carlos Jobim, Águas de março – (Elis & Tom – 1974) – Giorni di marzo

7.      Queen, Somebody to Love – (A Day at the Races – 1976) – Follemente

8.      Timoria, Febbre – (El Topo Grand Hotel – 2001) – 37 e mezzo

9.      Natalie Cole, Undecided – (Take a Look – 1993) – Menù  

10.   Metallica, No Remorse – (Kill ‘Em All – 1983) – Burro e cannoni

11.   Marianne Faithfull, Sparrows Will Sing – (Give My Love to London – 2014) – Quanto è lontana Gaza?

12.   Leonard Cohen, Democracy – (The Future – 1992) – Abuso di potere

13.   Nick Drake, Democracy – (Pink Moon – 1972) – Parassiti

14.   Antonello Venditti, Buona domenica – (Buona domenica – 1979) – La Domenica

domenica 30 marzo 2025

La domenica

La domenica è il giorno in cui escono i “ domenicali” dei quotidiani, come il supplemento che state leggendo; quello in cui alcuni vanno a messa, altri a pranzo fuori o in gita, altri ancora semplicemente si annoiano e non vedono l’ora che sia lunedì. Ossia il giorno in cui ricominceranno ad aspettare (o a temere) la prossima domenica. Insomma, che lo si voglia o meno la domenica è un giorno cruciale della settimana, un giorno speciale. Ma chi l’ha inventata? Gli uomini medioevali ce l’avevano? Certo che sì. Ma i Greci e i Romani no di sicuro. E allora cosa c’era prima delle domeniche e come sono nate? Il bello è che Greci e Romani non solo non avevano la domenica, ma neppure la settimana. I primi, infatti, contavano i giorni del mese per decadi, insomma invece della “settim-ana” avevano una sorta di “decim-ana”; i secondi invece li raggruppavano per otto, diciamo che avevano la “ otti- mana”, ogni volta seguita da un “nono giorno” (lenùndinae) in cui cessavano i lavori agricoli e i contadini venivano in città a fare mercato. In quei giorni l’affluenza era così numerosa che in occasione delle nùndinae, la cui creazione veniva fatta risalire nientemeno che a Romolo, si promulgavano le leggi, in modo che potessero risultare note al maggior numero possibile di persone. Visto come andavano le cose in Grecia e a Roma, è facile rendersi conto che, se vogliamo scoprire come nasce la domenica, bisogna prima di tutto capire come nasce la settimana. […] Dopo varie vicissitudini, l’ordine dei sette pianeti era stato stabilito come segue: Luna, Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno, Sole – il quale, non dimentichiamolo, per gli antichi girava anche lui attorno alla Terra. Ora, basta elencare i nomi che continuiamo a dare ai giorni della settimana ( Lune- dì, Marte-dì, Giove-dì, Vener-dì) ecco che riemerge l’antico ordine planetario. Salvo per quel che riguarda il sabato, nient’altro che la trascrizione (già greca e latina), dell’ebraico shabbat: a testimonianza di quanto la cultura giudaica ha influito su quella cristiana. Ma se usciamo dalle lingue neolatine, ecco ad esempio che in inglese il sabato si chiama Saturday, è ancora il “ giorno di Saturno”, come nell’antichità. E la domenica? Il settimo giorno era comunemente chiamato Dies Solis, il giorno del sole, secondo l’ordine dei pianeti che abbiamo descritto sopra, e venne a lungo chiamato così anche dai cristiani. Salvo però questo importante particolare. Dal Nuovo Testamento emergeva che Gesù era risorto “ il giorno dopo il sabato”, e quindi ben presto tale giorno fu particolarmente dedicato a pregare e onorare il Signore. Stava insomma nascendo ladies dominica, il giorno del Dominus, del Signore, da cui la nostra domenica. La cosa interessante, però, è che l’imperatore Costantino, colui che favorì decisamente ( ma anche molto abilmente) la diffusione del cristianesimo nell’impero, questo giorno lo chiamava indifferentemente dies solis, come i “ pagani”, e dies dominica, come i cristiani. Ora, bisogna sapere che Costantino giocò un ruolo fondamentale nella creazione della domenica. In pratica, la domenica come la conosciamo oggi l’ha inventata lui. In una costituzione emessa dall’imperatore il 3 marzo 321, infatti, nel dies solis viene imposta il riposo a tutte le professioni e categorie di lavori eccetto quelli agricoli. Perché questo giorno non viene chiamato dies dominica? Per dirla in modo molto semplificato, Costantino teneva ancora i piedi in due staffe, voleva favorire il cristianesimo ma non desiderava affatto opprimere o offendere quelli che ancora non credevano.

Maurizio Bettini, Robinson – la Repubblica (16/3/2025)

Canzone del giorno: Buona domenica (1979) - Antonello Venditti
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venerdì 28 marzo 2025

Parassiti

Noi europei, come ha detto Trump, saremo forse anche dei parassiti, ma tra gli americani certamente non mancano gli ebeti, sinonimo di un'altra parola che inizia con la lettera C e finisce in «...oni». Succede infatti che i nuovi vertici del Pentagono (il ministero della Guerra più potente del mondo) nominati da Trump - un ex giornalista e un ex deputato di seconda fila - hanno condiviso per sbaglio via chat con un giornalista i piani di attacco ai guerriglieri Houthi filoiraniani che imperversano nel Mar Rosso a caccia di convogli commerciali. Un documento ovviamente segretissimo, la cui divulgazione ha messo a rischio non solo le operazioni, ma pure la vita di centinaia di soldati. Il giornalista, ovviamente, ha fatto il suo mestiere e addio al segretissimo di Stato. Torna alla mente la celebre frase che John Kennedy pronunciò nella campagna elettorale contro Nixon: «Comprereste un'auto usata da quest'uomo?». Oppure quella di Winston Churchill: «Puoi sempre contare che gli americani facciano la cosa giusta dopo che hanno provato ogni altra cosa». Certo, poi uno vede il video stile adolescente influencer tiktoker con cui la ministra europea per la Gestione delle crisi, la belga Hadja Lahbib, pubblicizza il kit per la sopravvivenza in caso di guerra «perché tutti i cittadini siano pronti a resistere, a essere strategicamente autonomi per almeno 72 ore» e si cade dalla padella americana nella brace europea. Insomma, dove ti giri ti giri è inevitabile imbattersi in qualcosa che lascia così stupiti per inadeguatezza che ti vien da dubitare di stare dalla parte giusta della storia. Poi, però, ci rifletti e arrivi alla conclusione che l'Occidente sarà anche un luogo bizzarro ma al mondo non ce n'è uno migliore. Può essere che fuori dai suoi confini personaggi e iniziative del genere non sarebbero accettati, ma alzi la mano chi sarebbe disposto a fare cambio. «La democrazia - ebbe a dire il presidente turco Erdogan - è un prodotto della cultura occidentale e non può essere applicata al di fuori in contesti culturali, religiosi, sociologici e storici diversi». La democrazia permette un ampio uso di scelleratezza, sopporta parassiti e idioti, ma dittatori, tagliagole e illiberali di vario ordine e grado sono ben peggio.

Alessandro Sallusti, Il Giornale (27/3/2025)

Canzone del giorno: Parasite (1972) - Nick Drake
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mercoledì 26 marzo 2025

Abuso di potere


Abuso di potere, mitigato dal consenso popolare: ecco l’ideale della nostra democrazia.

Leo Longanesi (1905 - 1957) - Una vita (1950)


Canzone del giorno: Democracy (1992) - Leonard Cohen
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domenica 23 marzo 2025

Quanto è lontana Gaza?

Canzone del giorno: Sparrows Will Sing (2005) - Marianne Faithfull
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Quanto dista Gaza dall’Europa? Distanza reale: da Strasburgo circa 3000 km, da Roma circa 2500 km, da Atene poco più di 1000. Distanza percepita: un milione di chilometri. È l’incolmabile lontananza di una mattanza che sembra non riguardare nessuno se non chi la subisce. Quattrocento morti in un giorno, alla ripresa dei bombardamenti israeliani, sono un’ecatombe, e lo sarebbero anche se tutti e quattrocento fossero per davvero “terroristi”, come recita la propaganda di Netanyahu che suona mezzo oscena, mezzo ridicola come tutte le propagande di guerra. Se si deve credere a quello che si vede, non a quello che si spera, risulta evidente che la caccia non è ai terroristi, è alla popolazione palestinese di Gaza, poco importa, a questo punto, se in ostaggio di Hamas o sua aperta sostenitrice, comunque falcidiata per una ragione evidente: perché è lì, perché abita lì, perché non saprebbe dove andare e perché, anche se lo sapesse, reclama il diritto di rimanerci. Come altro leggere i quasi cinquantamila morti? Chi può ancora credere che si tratti di un repulisti mirato contro chi attenta all’esistenza di Israele e architettò l’obbrobrio del 7 ottobre, e non un’operazione di annientamento progressivo di un popolo che a Gaza, così come in Cisgiordania, è percepito dal governo di Israele come un intruso da estromettere? E se proprio questa, esattamente questa — sentirsi accerchiati e odiati come un intruso da scacciare — è, fino dalla sua nascita, l’angoscia di Israele, a che serve infliggere ai palestinesi la stessa pena? Dove sta la differenza tra la democrazia israeliana e i suoi nemici?

Michele Serra, L'Amaca - la Repubblica (21/3/2025)

Canzone del giorno: Sparrows Will Sing (2014) - Marianne Faithfull
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venerdì 21 marzo 2025

Burro e cannoni

Il burro fa male, ragazzi, è grasso animale, colesterolo, sicuro intasamento delle arterie. Dovreste preferire i cannoni, che le arterie le liberano, invece, anche per sempre. Per trasformare le fabbriche dove si fanno le Volkswagen in fabbriche dove si fanno carri armati, e per trasformare le fabbriche dove si fanno le Panda in fabbriche dove si fanno blindati, servono alcuni ingredienti: parecchi soldi, un po’ di paura, e senso di superiorità, tutte cose che vanno trovate al più presto e che, amalgamate tra loro, formano quel delizioso impasto che diventerà presto una torta esplosiva chiamata “Per il vostro bene”. Insomma, lo fanno per noi. I soldi, si sa come funziona. Si butta lì una cifra, piuttosto teorica, e si comincia a ricamare su quella: 800 miliardi. Tra i pro, i contro, i dubbi, i vedremo, i forse, al centro della scena finisce il dettaglio (la cifra) e non il fatto se sia giusto o no stanziarla. Quindi invece di guardare la luna (il riarmo a spese dei popoli), si guarda il dito (ma 800 miliardi non saranno troppi? E se fossero 795?). […] Manca la terza gamba del tavolino, un sano suprematismo europeo, che sarebbe una variante di “italiani brava gente”. “Noi non torturiamo nessuno”, per esempio, che è tecnicamente vero, perché li facciamo torturare dai libici. Oppure “Noi non invadiamo nessuno”, anche se armiamo e sosteniamo Israele che uccide impunemente civili a Gaza, Cisgiordania, Siria, Libano, con la nostra benedizione, e abbiamo bombardato Somalia, Afghanistan, Iraq, eccetera Dettagli. Ultima variante: noi abbiamo Platone, Manzoni, Shakespeare eccetera, e “gli altri” non ce li hanno (ma gli altri chi? Quelli che hanno solo Steinbeck e Gogol’?). Questo fa di noi i migliori, perché non bastano i soldi e la paura, bisogna anche sentirsi superiori, una variante tardo-liceale di “Dio è con noi”. Roba che serve, per comprare cannoni.

Alessandro Robecchi, Piovono pietre - Il Fatto Quotidiano (19/3/2025)

Canzone del giorno: No remorse (1983) - Metallica
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mercoledì 19 marzo 2025

Menù

L’uomo non è fatto per prendere delle decisioni. Basta vederlo al ristorante, davanti a un menù. 

Roberto Gervaso (1937 – 2020)


Canzone del giorno: Undecided (1993) - Natalie Cole
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